I tre pensieri

Sapete di che parlo?
Ce l’avete pure voi?

mo vi spiego

Per semplicità chiamiamo i 3 pensieri Tizio Caio e Gianfranco

Vi fo un esempio: questa mattina ero in doccia e mentre Tizio taciturno agiva sui muscoli per lavarmi, Caio pensava ad altro raccontando a Gianfranco i suoi ragionamenti, fino a quando Gianfranco non l’ha interrotto bruscamente dicendogli “ohi Caio dighe a Tizio de darse ‘na mossa se no stemo in doccia fin a doman matina”. Caio avverte Tizio che sempre in silenzio risciacqua tutto, apre le porte della doccia, prende l’asciugamano e comincia con tutto il resto…
Asciuga, veste, annusa la roba da poter riutilizzare, allaccia le scarpe eccetera….

Tizio è fatto così, sta per i cazzi suoi, ma lavora da bestia. Non dice mai nulla, solamente un porco2 ogni tanto quando ci vuole, e a volte ci vuole così tanto che la sua reazione è esplosiva. Tizio è uno di quei tipi che ti fanno pensare ai serial killer, lui zitto fa quello che deve fare, però se qualcosa lo interrompe in malo modo si incazza, scoppia, e quando succede son cazzi per tutti. Caio e Gianfranco non ci provano manco a fermarlo, a volte perchè son daccordo (e li son dolori) a volte perchè semplicemente perchè non gli va di scontrarsi con lui.

Andiamo avanti con la mattinata comunque per capirli meglio tutti…

Accesa l’auto si parte per il lavoro, e in situazioni come questa vedi la grandiosa abilità di Tizio: lui fa scaldare l’auto parte piano, da precedenze, accelera per prendersele, suona e insulta chi non gliele da oppure li spaventa facendo finta di non essersi accorto dell’errore dello stronzo che arriva…tutto da solo… è fenomenale.

Mentre Tizio combatte la sua guerra con il mondo per arrivare al lavoro in tempo, Caio parla con Gianfranco.
Caio è un gran chiacchierone e burlone, e anche durante il breve viaggio di oggi è partito con le sue solite associazioni di idee. Partendo da dei vecchi e nuovi pensieri e ricordi dice a Gianfranco:
“dio bon, me piasaria tor la casa con un bel toco de tera così me togo quindese bei cani e….”

…e qui scatta quel salto qualitativo del ragionamento che non ho mai capito se è normale, Caio continua:

“…e così li faria dormir tutti su una cassa da morto, metto le cucce su la cassa da morto seh, cosita podaria cantar quindese canidi, quindese canidi suuuuuuuula cassa da moorto e na botiya de rum

eh, lo capite con chi deve parlare Gianfranco poverino?

Gianfranco ride e dice solamente ridendo “ehehehehe l’isola del tesoro… ehehehe, vah Sbandato che se te non sei del tutto scemo è grazie a me e Tizio”

Annunci
Pubblicato in Vita vissuta | 2 commenti

Radio onda d’odio #2

martedì, 1 marzo 2011

oggi tratteremo l’ennesima rottura di coglioni radiofonica: Vasco Rossi con Eh Già

Nel ritornello pare un pensionato di ritorno dal funerale di un suo coetaneo
infatti fa solamente così:
eh, già
eh, già
io sono ancora qua

il pezzo è tutto un insieme di frasi a cazzo del tipo :

l freddo quando arriva poi va via
il tempo di inventarsi un’altra diavoleria

sembrava la fine del mondo
ma sono qua
e non c’è niente che non va
non c’è niente da cambiare

riprenditi la vita che vuoi tu
io resto sempre in bilico
più o meno, su per giù

il tutto condito da un ripetersi infinito e insopportabile di Eh già

bello! bello! bello!

…per favore dategli quella cazzo di vita spericolata che così magari ce lo leviamo dalle palle.

Pubblicato in Il messia dentro il tuo stereo | Lascia un commento

Radio onda d’odio #1

venerdì, 18 febbraio 2011 alle 09:21

in ufficio stiamo ascoltando la radio, ce l’abbiamo da una settimana, e io ora posso dire di ODIARE PROFONDAMENTE BIAGIO ANTONACCI !!!
ma quanto cazzo ha pagato per avere il suo disco di merda continuamente in trasmissione?

il testo non ha senso (come per la maggior parte della musica “cuore amore” italiana)

La canzone in questione è questa qui: Buon Giorno Bell’anima (de li mortacci tua, come mi insegnerebbero gli amici romani)

Cosa fai, scappi già
dammi il tempo di un caffè
non ce n’è, non ce n’è

sei bell’anima per me
hai qualcosa di me
ho qualcosa anch’io di te –
(prossima rima a cazzo sarà “ma non abbiamo più caffè”?)
Che paura mi fai – (bella cosa da dire alla donna appena svegli)
buongiorno bell’anima, caffè ( “ma va a cagare” risponderei se fossi la donna)
RIT:
Voglio fare con te
l’amore vero quello che (classiche parole per sfruttare l’erezione mattutina)
che non abbiamo fatto mai (complimenti lo dici nei dischi che sei fiacco come le tue canzoni di merda)
quello dove alla fine si piange (se ti metti il goldone poi non ti disperi nell’ansia in sto modo)
si leccano le lacrime (ma che schifo!)
quello che adesso so
di poter fare solo con te
quello che ora posso dare
solo e soltanto solo a te
buongiorno bell’anima,buongiorno bell’anima (eeehh? ma che cazzo vuol dire?)

mi fermo va….
e poi vietano la droga…. tutti i migliori si sono drogati !!!
se si drogasse magari scriverebbe di meglio, o magari passerebbe il tempo a drogarsi e non romperebbe il cazzo con ste lagne!

Pubblicato in Il messia dentro il tuo stereo | Lascia un commento

Strane feste venete

sabato, 10 settembre 2011 alle 12:36

Settembre qui da noi è sempre il periodo delle sagre paesane, per lo più ispirate al cibo. Ed ecco che in un paesino a pochi chilometri da qui si trova la famosissima

Sagra de l’Anara Pitanara

in molti si chiederanno che cosa voglia dire pitanara, e per una volta devo ammettere che manco io lo so. Ricordo solo una vecchia filastrocca che si incentrava su un fantomatico dialogo tra un padrone di casa, un’anatra e un oco (oca maschio) faceva pressapoco così:

-anara pitanara ci ‘sta a cagar in camara?

– l’oco!

– oco pitoco*, ci ‘sta a cagar nel’orto?

– l’anara!

…..e si ricomincia verso l’infinito

*pitoco significa poveretto, tapino.

Bene questa Sagra porta questo simpatico nome, ma religiosamente è detta:

Festa della B.V.M. Addolorata

va subito chiarito che quel BVM non è l’acronimo di una pratica sessuale come il BDSM, ovvero non sta a significare Bondage Virgin Mary, anche se quel “Addolorata” finale potrebbe portare a pensarlo, ma bensi Blessed Virgin Mary….. e quel Beata non ha nulla a che vedere con orgasmi o altro di simile. Ora su come si possa chiamare Beata una persona Addolorata beh… anche questo non l’ho mai capito.

Pubblicato in Vita vissuta | Lascia un commento

Non trovate un pochino frustrante

…esser pagati in denaro?

Mi spiego meglio.

Se voi avete bisogno di pane, e decidete di farvelo in casa, iniziate a trafficare con acqua farina sale etc, e alla fine ottenete il vostro pane. Avreste la stessa o più soddisfazione a tirar fuori dal forno, dopo tutto il lavoro, i soldi necessari per andare a comprarlo dal fornaio? Lavorereste con la stessa passione l’impasto?

Pubblicato in Riflessioni sul vivere moderno | 1 commento

misteri della comunicazione

5 aprile 2011

Sono appena tornato da una “lezione” di tecniche di comunicazione, non chiedetemi perchè ero a tale lezione, non vi preoccupate comunque non sto cercando di migliorare il mio rapporto con il resto del mondo, anzi me lo sta facendo peggiorare.

Esperimento giocoso della tizia esperta in comunicazione:

“ora vi chiederò di chiudere gli occhi, dopo di che vi dirò una parola, poi chi vuole potrà dire la prima cosa a cui ha pensato

……

ok, chiudete gli occhi….

[un attimo di pausa per rilassarsi]

….

CASA!

….

[ancora pausa]

bene riapriteli! E ditemi cosa vi è venuto in mente”

risposte:
1) “sciacquone” – lo Sbandato pensa “ma non ha detto cesso, va beh magari voleva fare la battuta”
2) “camino” – lo Sbandato pensa “si ma ha detto casa….”
3) “divano” – lo Sbandato pensa “si ma ha detto casaaaaaaaaaa….”
4) “porta” – lo Sbandato pensa “si ma ha det…. va beh lasciam perdere”
5) “terrazza” – lo Sbandato decide di non ascoltare oltre

primo neurone dello Sbandato, quello che si porta in tasca quei due soldi di autocritica, tra se e se pensa:
“si ok, ma noi che facciamo tanto gli stronzi e critichiamo la gente tra noi e noi, che avevamo pensato?”

secondo e ultimo neurone dello Sbandato:
“che domande del cazzo…. ha detto casa, abbiamo pensato questo”

e io mi stupivo del “successo” di ‘sti corsi di comunicazione…. per forza son diventati indispensabili: alla gente ormai gli dici “cazzo” e pensa al buco del culo!

Pubblicato in Riflessioni sul vivere moderno | Lascia un commento

Adoro vivere solo

questo è stato scritto il 21 ottobre 2008, stavo da poco per conto mio e ne ero felicissimo

Cena:
penso: “ok dai mi faccio una pasta….niente tv, con che suono riempio l’aria mentre cucino?
rovisto tra gli mp3…..aahhh ecco che ci vuole “l’album jazz più bello del mondo” gran raccolta, o meglio, di jazz non ne so un cazzo ma questa raccolta m’è sempre piaciuta parecchio.”

E via…. che metto l’acqua a scaldare sulla prima, e credo più famosa, traccia: “We have all the time in the world” se non conscete l’autore non vi parlo più.
Poi comincio a fare il sugo con “Fever” di Peggy Lee in assoluto la mia traccia preferita al mondo, e infatti mi da lo spunto per fare un ottimo condimento per la pasta con quelle 4 cose che mi son rimaste in casa.
Attendo la cottura con la voce inconfondibile di Louis Armstrong (si quello che suonava la tromba passeggiando sulla luna) in “Duke Ellington” e poi “Venus de milo” di Miles Davis.
Scolo la pasta e preparo il piatto con “la fiesta” di Stanley Turrentine.
Mangio in silenzio mentre le logitech mi massaggiano le orecchie con “Mercy Mercy Mercy” di Cannonball Adderly.

E infine, dopo aver ripulito bene il piatto e mandato giù l’ennesimo bicchiere di rosso nella pausa tra una traccia e l’altra, rutto di gusto come non facevo dall’infanzia. Un rutto pieno, onesto non costruito, di quelli che ti partono tanto dallo stomaco quanto dallo spirito.

Poi mentre rifletto sullo scrivere o no questo blog, la voce di Ella Fitzgerald in “born to lose” mi fa venire la pelle d’oca.
Scrivo
bevo
apro la porta finestra sul balcone e mi fumo una sigaretta.
A chi è arrivato fin qui a leggere auguro almeno 20 minuti della calma e serenità che sto vivendo ora, e che la musica vi aiuti!

Pubblicato in Manuale per un'esistenza sopportabile | Lascia un commento